DIARIO DI UN SINDACO | Prima hanno coperto, ora fanno finta di indignarsi

FB_IMG_1470591418029Cari amici, buonasera. Non voglio sottrarvi molto tempo stasera, per molti di voi è l’ultimo sabato di vacanza. Ne approfitto della giornata tranquilla per darvi alcuni chiarimenti sulla scorta di quanto ho letto nei vostri numerosi commenti ad alcuni miei diari. Mi riferisco in particolare ad un fenomeno gravissimo, che ha avuto un picco in questi giorni: i roghi nelle nostre campagne o nelle campagne dei comuni vicini. Moltissimi di voi si lamentano, giustamente, di quanto accade ed invocano un mio intervento. Io stesso, quando di notte torno da Napoli attraverso una sorta di cortina di fumo e puzza impossibile che comincia all’altezza di Afragola e non finisce più fino a Pascarola dove l’olezzo si accoppia a quello dell’impianto di depurazione di Orta di Atella, a quello di una fabbrica di trasformazione delle ossa di animali e a quello di un centro di raccolta dei rifiuti umidi, entrambi operanti a Caivano proprio a ridosso con la linea di confine di Marcianise: ne esce fuori una miscela inimmaginabile. Gli effetti degli incendi arrivano direttamente nel centro abitato di Marcianise, investendo prima la periferia lato San Giuliano e lato Medaglie d’Oro: alcuni d voi mi hanno inviato delle foto da cui si nota chiaramente lo strato di cenere che si deposita sui balconi delle case, quasi che stessimo sotto all’Etna. Che cosa può fare il Comune e che cosa deve fare? Molti invocano un nostro intervento, ma la vicenda non è così semplice da gestire. Intanto distinguiamo tra i roghi che si sviluppano nelle campagne di Marcianise e quelli che si sviluppano fuori. Sui secondi siamo abbastanza fregati perché non abbiamo poteri di intervento, se non nell’ambito di un coordinamento più ampio tra enti ed istituzioni che operano nel perimetro della cosiddetta terra dei fuochi. E siamo fregati perché siamo al centro di una pianura molto estesa, con nessuna montagna che può fare da freno alle correnti. Un incendio che si sviluppa addirittura a Nola, a Giugliano o a Casalnuovo arriva molto facilmente sull’abitato di Marcianise anche in poco tempo, nel giro di pochi minuti. Diversa è la situazione degli incendi nell’area di Marcianise, dove potremmo avere più poteri di intervento.

Considerazioni mie personali: non abbiamo la forza di andare a battere, di giorno e di notte, tutte le nostre campagne, con i nostri vigili urbani e con le altre forze di polizia. Ciò che avviene a Marcianise è la dimostrazione del fallimento del piano del governo sul tema, a cominciare dalla poca utilità dei militari (che pur erano stati invocati da schiere di ambientalisti). Dobbiamo piuttosto avere un diverso e più forte controllo del territorio con la telerilevazione: è su questo aspetto che dobbiamo battere. Oltre che sulla collaborazione della gente: chi vede e chi sa deve denunciare subito. Certo, molte volte si tratta di fermare rom, nullatenenti, pregiudicati, gente che non ha nulla da perdere e che se ne frega di una contravvenzione: le norme non ci aiutano. Ma avere un controllo forte del territorio sarebbe un primo segnale importante: mi hanno lasciato un bilancio comunale senza soldi, dobbiamo trovare risorse da utilizzare per questo settore. Per il fumo che arriva da incendi più lontani, beh, la prima cosa che mi vien da dire è di impiccare a qualche palo (ovviamente in modo metaforico, i puristi della lingua e del politicamente corretto sono sempre in agguato…) tutti coloro che hanno boicottato il ring verde. Tutti, dal primo all’ultimo: mascalzoni! In una pianura senza montagne, quella sarebbe stata l’unica barriera per fermare l’inquinamento atmosferico. Ma c’è un aspetto su cui potremmo agire, in modo graduale: i controlli delle aziende della nostra area industriale. Ho il sospetto fondato, come pure mi ha scritto qualche cittadino, che in queste giornate stanno pulendo i filtri agli impianti e fanno fuoriuscire porcheria senza filtraggio: è quella che si fa prima della ripresa e lunedì prossimo tutte le aziende riaprono dopo le ferie estive. Per avviare i controlli dovremmo organizzare un team, anche con altri enti. Penso che nessuno li abbia mai fatti: nella zona industriale hanno comandato per anni tutti i politici di Marcianise che voi ben conoscete, per cui dovevano coprire e non scoperchiare. E questo hanno fatto: hanno coperto. Ora fanno finta di indignarsi: non li pensate, non li credete, fanno finta. Nell’area industriale fanno i business e mettono la gente a lavorare (sotto ricatto, ovviamente). Vabbè, vuol dire che dopo la città metteremo mano anche all’area industriale e commerciale: mamma mia, che lavoro immane che ci attende! E questi qui, questi della cricca (degli affari), stanno tutti preoccupati: sono agitatissimi in queste ore, sembrano i topi in trappola. Pubblico alcune foto d’archivio su incendi sviluppatisi nelle nostre zone: sono immagini drammatiche che ci danno il senso del grande scempio ambientale che siamo stati capaci di causare. E pensare che molta di questa roba pericolosa interrata o incendiata era fonte di guadagno per i camorristi e i loro amici: ci fosse stato qualcuno della cricca che avesse preso allora le distanze da questi animali. Nessuno. Anzi facevano da staffetta, li adulavano, li consideravano, ci uscivano insieme, ci facevano qualche affare. Animali anche loro!

A proposito di animali, intendendosi come appartenenti alla specie animale, segnalo che le ordinanze sui cani e sulle greggi hanno bisogno di una fase di rodaggio. E hanno un senso se supportate dai necessari controlli. Non è semplice. Stasera un cittadino mi ha chiamato e mi ha segnalato un gregge in transito sul cavalcavia di viale Europa. Sul posto si è recata subito una pattuglia dei vigili urbani ma il gregge si era già spostato su un terreno, peraltro di Capodrise, e quindi non avevamo più noi alcun titolo per comminare la sanzione. Intanto ho ringraziato il cittadino che mi ha chiamato: posso dire per parte mia che è fondamentale la collaborazione della gente, che dovete chiamare subito i vigili urbani appena notate la violazione di queste ordinanze. I vigili urbani, che per la verità presso in continuazione, stanno rispondendo con grande entusiasmo e con grande determinazione: li ringrazio per questo. Chiamateli perché intervengono subito: non sono più i vigili urbani di una volta, ora hanno un altro piglio.

A proposito di piglio, stanno monitorando con caparbietà la situazione del velodromo (la vicenda è stata ripresa oggi, come ho già scritto, da diversi giornali nazionali). Stanno verificando in continuazione l’attività di questa tribù di dodici caivanesi che si è insediata dentro e che si è illusa di restarci da padroni tanto da montarvi una piscina e un gazebo per il bagno e per il sole (a nostre spese ovviamente). Se ne devono andare e se ne andranno, il loro destino ormai è segnato. Non consentiremo più a nessuno di violare e sfruttare il nostro patrimonio comunale. Se ne devono andare anche tutti gli altri che abusivamente occupano scuole, appartamenti e tutto il resto. Bisogna acquisire una nuova mentalità che porti al rispetto del denaro e dei beni pubblici. Io sono incazzato molto perché anche stasera erano accese le luci dell’asilo nido comunale, al lato di via Catena. Chi le ha dimenticate accese? E da quanto tempo sono rimaste accese? Dal primo agosto, quando l’asilo ha chiuso? Perché c’è tutta questa sciatteria in giro? E’ la stessa sciatteria che si usa a casa propria? Ovviamente quella luce accesa inutilmente, oltre che fare un danno all’ambiente, produce un danno alle nostre casse comunali e quindi a noi stessi che paghiamo le tasse. Anche su questo aspetto saremo severi: chi non chiude la luce sarà perseguibile.

Sempre stasera, alle spalle dell’asilo nido era accesa un’altra luce, la paghiamo sempre noi: è la luce dell’abusiva che non vuole lasciare la scuola Pizzetti. Mi dicono che spesso organizza di sera anche le feste, belle tavolate. E quando può utilizza anche la palestra della scuola. Cose da pazzi. Dobbiamo cacciare anche questa tizia: la prossima settimana mi applicherò su quest’aspetto, cercando di capire questi signori da chi sono coperti in Comune e perché continuano a stare a casa nostra a spese nostre. E proprio perché stasera sono di nuovo incazzato, tanto vale che vi racconto un’ultima vicenda che per me è surreale. Mi sono trovato sulla scrivania una comunicazione con cui la Camera di Commercio di Caserta ci revoca il contributo che ci aveva concesso per le festività natalizie scorse. Non so a quanto ammonta la somma, so solo che nella lettera (la pubblico qui sotto) è spiegato che il contributo è revocato perché non abbiamo rendicontato le spese come saremmo stati obbligati a fare e come ben sappiamo soprattutto quando si ha a che fare con soggetti pubblici. Mi sono ritrovato l’ennesima grana che ho dovuto ereditare. Ora mi chiedo e vi chiedo: con chi mi devo incazzare? A chi devo prendere a calci in culo? Con quale dirigente devo cominciare ad urlare? Proverò a capirlo, ma non me lo faranno capire: sono abili a fare il gioco delle tre carte in questo benedetto Comune. Ma se becco i responsabili stavolta non so come va a finire.

Beh, mi fermo qui: la bile è già travasata e qui rischio davvero di diventare tutto giallo. Chiedo per me non la comprensione, che non è per voi un obbligo, ma almeno la compassione che è una vostra benevolenza: capite bene come sono combinato! Buona serata e buoni scampoli di vacanza. A domani. ‪#‎abbassogliebeti‬

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One thought on “DIARIO DI UN SINDACO | Prima hanno coperto, ora fanno finta di indignarsi

  1. Franco Tartaglione

    Applicare leggi e regolamenti adottati dal Comune : Avviare la procedura per l’applicazione dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti responsabili. Ti comunico che non sono gli unici contributi persi. Verifica i motivi per cui non stati avviati i lavori di manutenzione degli istituti scolastici sebbene fosse stato stanziato dallo Stato un contributo di € 25.000 per ogni plesso. È come mai è stato realizzato nell’ambito del Velodromo un campo di calcetto? Chi lo ha autorizzato e quali fondi sono stati utilizzati?

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