Programma elettorale

PROGRAMMA-ELETTORALE-VELARD

LE DUE MARCIANISE

Il territorio di Marcianise presenta straordinarie potenzialità, data la centralità strategica della propria posizione geografica rispetto ai traffici delle merci e grazie  alla capacità attrattiva esercitata verso gli insediamenti produttivi. Ma nel contempo subisce i contraccolpi di un pesante ritardo di connessione con la propria comunità di riferimento. Quasi come se esistessero due Marcianise: una industriale e commerciale, con i suoi agglomerati produttivi e le sue cattedrali del consumo, e l’altra impigliata nella difficoltà di venir fuori dal proprio passato per agganciare una veloce opportunità di sviluppo sin qui, in buona parte, mancata. Esiste una psicologia delle città (Giorgio La Pira nel suo storico discorso ai sindaci delle capitali del mondo – che ho scelto di allegare al programma elettorale per la forte spinta esortativa che sprigiona – le definiva “unità viventi”) e l’asimmetria identitaria delle due Marcianise spiega tante incongruenze che, nel corso degli anni, hanno finito per generare un diffuso disorientamento urbano e, di conseguenza, pesanti scompensi di carattere sociale. Da città fondamentalmente rurale, con le sue radicate tradizioni che hanno contribuito ad affermare un orizzonte di riferimento ben riconoscibile e condiviso, a improvviso polo industriale, fino alla più recente ma poco salvifica riconversione commerciale, Marcianise ha subìto più che accompagnato i processi di sviluppo avvenuti sul proprio territorio. Tanto che il più delle volte, e per responsabilità di una classe dirigente politico-amministrativa insufficientemente attrezzata, si è ritrovata fuori gioco rispetto agli effetti di contesto generati dagli investimenti produttivi. L’assenza di una programmazione in grado di indicare gli obiettivi da inserire nel ridisegno dell’intero profilo urbano e industriale (anche il rapporto con gli enti che gestiscono le aree produttive si è rivelato, nel tempo, poco proficuo)  e la accidiosa interlocuzione stabilita con le istituzioni provinciali, regionali e nazionali, con le quali confrontarsi sulle opportunità da cogliere, hanno prodotto sfregi più che fregi di cui andar fieri. Non esiste progresso senza sviluppo, ma non può esservi neanche progresso senza la consapevolezza che ogni sforzo, responsabilmente sostenuto per il bene comune, venga integrato in un progetto collettivo di autentico rilancio della nostra comunità. È per questo che il discorso di La Pira (“Le città non sono cose nostre”) è pietra angolare dell’impegno che mi appresto ad assumere. Così come l’intervento di incoraggiamento rivolto alla parte sana e ampiamente maggioritaria di Marcianise, pronunciato dal procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, in occasione del convegno organizzato nello scorso febbraio nel liceo classico-scientifico F. Quercia, contribuisce in misura determinante ad indicare l’altro segmento del percorso da coprire, quello del definitivo riscatto della nostra comunità. La rinascita di Marcianise non può prescindere dalle priorità legate all’occupazione, all’ambiente, alla sicurezza, alla salute dei cittadini, alla viabilità, al decoro urbano. Ma anche alla crescita culturale, fortemente interconnessa a tutti gli altri obiettivi appena accennati. E’ da questa profonda consapevolezza, dalla conoscenza di queste fondamentali premesse, dalla attenzione che ci spinge a non ripetere gli stessi errori del passato e dalla certezza che nessun interesse, al di là di quello della collettività, possa essere perseguito, che qui provo a fissare alcuni punti programmatici.

 

PIU’ SVILUPPO

Compito dell’Amministrazione comunale, in particolare in un momento di congiuntura economica globale tanto critico, è di attrezzare al meglio il territorio per renderlo maggiormente appetibile e in grado di richiamare  investimenti imprenditoriali nazionali e internazionali compatibili con le linee vincolanti di uno sviluppo sostenibile e rispettoso delle esigenze ambientali. Purtroppo, in passato, l’imperizia e l’incompetenza di tanti amministratori hanno contribuito a sciupare una occasione epocale, come quella di attivare, intorno all’interporto Marcianise-Maddaloni e allo scalo ferroviario di interscambio commerciale, un distretto della logistica e della mobilità delle merci che avrebbe sicuramente rinvigorito la stessa presenza degli insediamenti produttivi concentrati nella nostra area. Infatti, dei punti dell’accordo di programma del 1996, in forza del quale si puntava alla realizzazione di una rete infrastrutturale a supporto del trasporto intermodale delle merci, è sopravvissuto ben poco. Da quella intesa è scaturito soltanto il mega centro commerciale, mentre tutto ciò che costituiva il cuore pulsante del programmato investimento è rimasto, per lo più, sulla carta. Ora, da parte della nuova amministrazione regionale e dello stesso Governo nazionale, come ha in più occasioni recenti sottolineato il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, è riemersa la volontà di riprendere il lavoro interrotto e portare a compimento il sistema regionale della intermodalità. Un asset strategico per l’economia campana e meridionale che si basa essenzialmente sul rilancio delle attività portuali di Napoli e Salerno, attraverso la riforma che accorperà le due autorità marittime, e sul completamento dell’interporto di 1 livello di Marcianise. La presenza di un hub interportuale sul territorio eserciterebbe una significativa spinta attrattiva per investimenti pubblici e privati, oltre che alleggerire i costi di trasporto (con abbattimenti di oltre il 30%) a favore delle aziende allocate nella nostra area industriale, rendendole, in questo modo, più competitivi.

 

PIU’ AMBIENTE

L’emergenza vissuta nella nostra area, prima con la crisi dei rifiuti e poi con il dramma della cosiddetta Terra dei fuochi, ha destato nella popolazione una spiccata sensibilità civica e una attenzione particolare per l’ambiente. Si registra, infatti, un forte ritorno di interesse per le attività agricole primarie, ma soprattutto si assiste ad una impetuosa diffusione delle imprese legate alla produzione biologica e al recupero e alla rielaborazione delle nostre tradizionali eccellenze enogastronomiche. Insomma, davanti a noi si apre una prospettiva di sviluppo straordinaria che va sostenuta con ogni mezzo, ben consapevoli che è sul valore storico e ambientale dell’antica e fertilissima Campania Felix che si può innestare una nuova stagione di successi imprenditoriali per le giovani generazioni. Un ritorno alla Natura che sappia conciliare il necessario rispetto per l’ambiente con le opportunità fornite da incentivi normativi e da richieste di mercato che per ciò che concerne il circuito “food” non possono prescindere dalla nostra produzione territoriale di qualità. In questa direzione va sicuramente incoraggiata la ripresa di attenzione per la storia importante di una realtà imprenditoriale che per parecchi decenni è stata un esempio di efficienza e di successo industriale  nel panorama zootecnico internazionale: l’azienda Visocchi, costretta a lasciare il nostro territorio qualche anno fa, ma la cui ampia tenuta in località Carbone può diventare ora  incubatore per nuove iniziative agricole e zootecniche, sede di formazione per le nuove generazioni e presidio museale per preservare la memoria della nostra antica civiltà rurale. Particolare interesse sarà dedicato dall’Amministrazione comunale a sostegno della crescita e del consolidamento di società, anche cooperative, composte da giovani che vorranno intraprendere attività legate al settore dell’agricoltura e della zootecnia: il Comune di Marcianise, attraverso appositi bandi pubblici, potrebbe mettere a disposizione di progetti ritenuti validi centinaia di migliaia di metri quadrati di suoli agricoli che non attendono altro che essere valorizzati. Si punta in tal modo ad incentivare produzioni biologiche e attività di vendita a km 0, a salvaguardare le aree a destinazione agricola e a recuperare il giusto rapporto con l’ambiente. Saranno individuate, inoltre, aree comunali per essere destinate ad orti pubblici di utilità sociale, anche allo scopo didattico di divulgare i principi della nostra tradizione contadina alle nuove generazioni. Sul versante energetico occorrerà varare un Piano ambientale sostenibile per Marcianise, allo scopo di contenere e ridurre i consumi energetici, incentivare il ricorso a fonti rinnovabili e l’impiego delle disponibilità energetiche locali. Saranno previste agevolazioni fiscali per immobili di nuova costruzione o di recente ristrutturati in cui sono stati realizzati impianti a basso consumo energetico. In questa direzione si procederà all’attuazione di un Piano di efficientamento energetico con il quale, partendo dalle scuole, dagli edifici di proprietà comunale e dagli impianti di pubblica illuminazione, si punterà ad un severo contenimento dei consumi e il risparmio ottenuto sarà destinato ad attivare un Osservatorio cittadino per l’Ambiente.

 

PIU’ SALUTE

Sul versante della prevenzione saremo in prima linea promuovendo interventi mirati per tenere sotto controllo la qualità del nostro ambiente. Attraverso i fondi messi a disposizione dalla UE e dalla Regione Campania per la Terra dei fuochi attiveremo presidi di monitoraggio, screening epidemiologici e un costante servizio di video sorveglianza contro il rischio di roghi tossici e dello scarico abusivo di materiale pericoloso, assieme alla bonifica dei siti inquinati. Una delle battaglie principali sarà quella per il rilancio funzionale del presidio ospedaliero di Marcianise, da troppi anni utile più alle clientele politiche che ad assistere adeguatamente i pazienti. Su questo tema non si faranno sconti a nessuno: promuoveremo un tavolo di confronto permanente con l’amministrazione regionale e con la struttura commissariale per il piano di rientro dal debito sanitario per riqualificare l’offerta assistenziale e delle prestazioni cliniche, puntando al meglio delle professionalità in campo. Non si può prescindere, del resto, da un dato obiettivo: la sede dell’ospedale di Marcianise, per posizione strategica (a ridosso dell’autostrada e dei comuni sia della conurbazione casertana che della cintura di Napoli nord) e per affidabilità strutturale (è il complesso di edilizia sanitaria costruito più di recente e con maggiori margini di capienza e di ampliamento) non può essere ulteriormente mortificata da una organizzazione territoriale che divide servizi e prestazioni cliniche e diagnostiche tra vari ospedali, a detrimento, soprattutto, dell’efficienza e a danno dei cittadini.

 

PIU’ DECORO URBANO

I cittadini di Marcianise non possono rinunciare all’ambizione di risiedere in una località che sia in linea con gli standard europei di vivibilità e di efficienza pubblica. Ed è su questo impegno di rinascita culturale che occorre far leva per affrancarci da zavorre di arretratezza e puntare ad un veloce passo in avanti. Mai più strade dissestate e pavimentazione sconnessa. Mai più auto in sosta selvaggia. Mai più rovi di erbacce sul ciglio delle strade. Mai più manifesti abusivi. Invece, più illuminazione pubblica. Più sicurezza. Più piste ciclabili e per jogging. Più mezzi pubblici (e navette per raggiungere Cimitero, ospedale e area mercatale). Più asili nido.  Più efficienza negli uffici (distribuiremo nei locali del Comune appositi questionari con i quali il cittadino-utente potrà segnalare eventuali disagi, ma nello stesso tempo premieremo con obiettività la competenza e lo spirito di sacrificio dei dipendenti comunali). Una delle priorità è rappresentata dal rispetto del decoro urbano. Restituiremo i parchi pubblici ( che oggi versano in condizioni pietose di abbandono) alla fruibilità di tutti e anche in questo caso sosterremo la volontà di chi, attraverso un serio progetto di impresa, vorrà farsi carico dell’opera di valorizzazione di questi spazi. Il Ring Verde, la barriera di alberi che avrebbe dovuto segnare il naturale confine-cerniera tra l’agglomerato urbano e quello industriale, è stato un progetto violentemente oltraggiato dall’imperizia e dalla insipienza delle recenti amministrazioni comunali, tanto che oggi di quella idea rimane la caricatura ingiuriosa di un parco inaccessibile realizzato, sprecando denaro pubblico, nei pressi del Velodromo. Un simulacro surreale di spazio verde che grida vendetta. Una operazione sulla quale occorre necessariamente accendere di nuovo i riflettori e prevedere un impegno particolare per il recupero complessivo dell’idea originaria.

 

PIÙ CULTURA

Siamo già a buon punto per portare a Marcianise una sezione di Salerno Letteratura, il festival di settore più importante dell’intero Mezzogiorno. E non è detto che, una volta imparato a camminare da soli, non riusciremo ad organizzare una manifestazione tutta nostra, con specifiche caratteristiche. Da anni ha fatto presa sul nostro territorio un qualificato e significativo attivismo associativo al quale, tuttavia, le istituzioni locali non hanno mai saputo fornire una fattiva collaborazione per incoraggiarne la crescita e la diffusione. Sarà, dunque, fondamentale affiancare queste iniziative, magari istituzionalizzando appuntamenti, come la Festa del Vino e la Sagra delle Rane, per promuoverne il messaggio nei circuiti turistici più accreditati.  È dalla vivacità dell’associazionismo di Marcianise che bisogna trarre esempio e forza, in particolare per contagiare la città di autentica passione, per diffondere l’orgoglio della appartenenza e far diventare patrimonio comune quello spirito costruttivo con il quale i “volontari” dei circoli e dei club riescono, in ogni occasione, a testimoniare il proprio attaccamento alle tradizioni e ai nuovi valori di riferimento del territorio. Ecco, è questo spirito che dovrà impossessarsi della nuova stagione politico-amministrativa. Attiveremo iniziative pubbliche, concorsi di idee e organizzeremo meeting con i più rappresentativi esponenti del mondo dell’imprenditoria, della cultura, della ricerca e delle professioni nell’ottica di propiziare un continuo confronto di idee e progetti e per accompagnare investimenti e opportunità di sviluppo. Marcianise dovrà diventare epicentro nazionale di sperimentazione in ogni settore industriale e professionale, in modo da arrestare la continua emorragia di risorse giovanili qui formate e continuamente costrette a emigrare per trovare possibilità di impiego. Il progetto “Marcianise in rete” sarà utile a raccordare le migliori energie locali, comprese quelle che al di fuori dei nostri confini territoriali e nazionali riscuotono lusinghieri apprezzamenti per il lavoro che svolgono, per definire una piattaforma di idee e proposte da cui far discendere concrete indicazioni a supporto di start up e link di impresa in grado di rimodulare, in chiave hi-tech, una nuova vocazione del tessuto imprenditoriale.

 

PIÙ ATTENZIONE AI BAMBINI, AI GIOVANI E AGLI ANZIANI

Occorre far convergere l’impegno per la tutela degli anziani con quello per la sicurezza dei più piccoli. Sarà ripristinato il servizio dei nonni civici nei pressi delle scuole e le due fasce di età torneranno a incontrarsi con la realizzazione di fattorie didattiche e nella attività di coltivazione degli orti sociali. L’amministrazione regionale ha in animo di realizzare circa duecento asili nido in tutta la Campania, una quota significativa di questo investimento dovrà ricadere su Marcianise, città ad alta densità industriale e pertanto con una precipua esigenza da parte delle famiglie di ottenere un orario prolungato a scuola per i bambini . Attraverso progetti realizzati di intesa con gli istituti comprensivi cittadini saranno promosse attività pomeridiane di coinvolgimento degli alunni, mentre con gli istituti scolastici superiori e con l’università saranno allacciati rapporti di strettissima collaborazione per favorire stage e periodi di apprendistato sia presso gli insediamenti industriali del territorio, sia presso gli uffici comunali, in modo da favorire sin da subito opportunità formative per i nostri giovani. Per quanto attiene alle possibilità dell’Amministrazione  comunale saranno incentivati corsi di lingue straniere per ragazze e ragazzi, ben consci che le sfide della globalizzazione si reggono anzitutto sulla conoscenza delle lingue più diffuse nel mondo.

 

PIÙ POLITICHE SOCIALI

È questo uno dei capitoli più delicati e fondamentali della programmazione amministrativa, giacché la crisi economica di questi anni ha inciso profondamente nel tessuto sociale, accentuando i processi di disgregazione, generando nuove povertà e moltiplicando i casi di emarginazione. Una condizione di sofferenza diffusa che esige interventi di sostegno al reddito e politiche attive in grado di migliorare il dato occupazionale. Il bilancio comunale dovrà contenere capitoli riservati per attuare strategie mirate e per combattere le condizioni di bisogno delle famiglie e attraverso la lotta agli sprechi recuperare risorse da impiegare in progetti per la necessaria coesione sociale. Un impegno imprescindibile sarà quello legato alle politiche a sostegno dei disabili.

Tre i punti cardine su cui impostare la nostra azione: lo sportello H, utile ad offrire al cittadino una serie di informazioni sulle strutture territoriali presso le quali ottenere la dovuta assistenza e usufruire dei servizi di riabilitazione; la consulta per disabili, organismo deputato ad elaborare e condividere le linee strategiche da attuare per affrontare le difficoltà alle quali vanno incontro le famiglie con disabili: anzi, vi sarà un delegato del sindaco che coordinerà ogni attività per stabilire una interlocuzione costante al servizio dei cittadini disabili.

 

PIÙ TRASPARENZA

La legalità, la trasparenza e la partecipazione democratica sono i pilastri su cui poggerà l’Amministrazione comunale. Sarà promosso il bilancio sociale e ambientale partecipativo per coinvolgere i cittadini  sia nelle fasi di proposta che in quelle deliberative di ciascun provvedimento. L’attivita partecipativa sarà incardinata nel lavoro delle Consulte civiche per esaminare i temi e le proposte da condividere. La prossimità amministrativa sarà assicurata dalla rete territoriale dei Comitati di quartiere. Sarà attivato, inoltre, un Ufficio di controllo atti amministrativi in uscita a garanzia della più stretta correttezza procedurale e della piena conformità normativa. La sin troppo abusata locuzione “tolleranza zero” in materia di sicurezza urbana non rimarrà, appunto, soltanto uno slogan, ma troverà applicazione in ogni azione amministrativa. Istituiremo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica cittadino, con il coinvolgimento dei vertici delle forze dell’ordine, che periodicamente si riunirà per esaminare e affrontare le problematiche relative alla sicurezza delle nostre famiglie. Anche per potenziare la attività di vigilanza in città e in particolare nelle nostre periferie sperimenteremo la organizzazione di un coordinamento interforze per non far mancare mai la giusta percezione di sicurezza nelle nostre strade e per combattere ogni forma di delinquenza.  La battaglia contro la camorra e ogni forma di sopruso sarà una costante dell’impegno amministrativo, dato che non ci sarà mai sviluppo se non sarà definitivamente estirpato il cancro della criminalità organizzata nelle nostre aree. Marcianise ha subito per lungo tempo non soltanto la malefica pressione malavitosa, ma anche gli effetti derivanti dal pregiudizio che si diffonde in chi ci osserva da fuori, finendo per mortificare e penalizzare pesantemente l’immagine della città. La nostra comunità da sempre si riconosce nei valori della laboriosità e su un senso di appartenenza autenticamente solidale . Una sparuta minoranza di delinquenti, nel corso degli ultimi decenni, ha macchiato la nostra immagine, ferito il nostro orgoglio, tentato di umiliarci nel profondo. Non sarà più consentito a nessuno di infangare il buon nome di Marcianise, saremo pronti a tutelarlo in ogni sede. E su questo fronte l’Amministrazione comunale ha l’ambizione di ingaggiare tutte le battaglie utili per la piena affermazione della legalità e della civile convivenza sociale.

 

PIÙ FUTURO IN CITTA’

La riorganizzazione del tessuto urbano è tema che non può essere affrontato senza aprire un dibattito pubblico con i cittadini. Ma l’Amministrazione comunale indicherà delle linee guida, rappresentando anche la propria idea di riassetto del territorio. Attraverso il Puc, il piano urbanistico comunale, si conviene trasformare parte delle destinazioni urbanistiche del patrimonio immobiliare di proprietà comunale in destinazioni urbanistiche di pregio, in modo da valorizzare lo stesso patrimonio e metterlo a disposizione dei cittadini con interventi mirati che tengano conto soprattutto della necessità abitative delle giovani coppie. Ogni città è un organismo soggetto a continua trasformazione e per questo necessita di norme urbanistiche chiare, flessibili, e soprattutto che non assecondino i gusti demagogici dei nuovi populismi. Vale a dire di quelle consorterie del pensiero ostruzionistico che non hanno alcun interesse a trovare soluzioni a un problema, ma soltanto ad alimentarlo per poter sopravvivere nella protesta ad oltranza. Perciò occorre, su questa delicata materia, che si trovi una sintesi nei piani urbanistici di diverso livello. Per esempio, il centro storico ha bisogno di strumenti, oltre al Piano di recupero, in grado di prevedere la diretta collaborazione dei privati alla riqualificazione di un tessuto storico di pregio e contemporaneamente di fornire risposte decisive alle esigenze dei cittadini perché nell’impegno congiunto si possa realizzare la giusta rivitalizzazione e una opportuna riqualificazione dell’area. La mummificazione del centro storico non è sinonimo di preservazione, ma piuttosto è conseguenza di un colpevole atteggiamento di insipienza che corre in aiuto soltanto del degrado. Per questo occorre immaginare una massiccia operazione di riqualificazione delle Venelle, magari destinando il reticolo di stradine del centro storico a centro commerciale naturale o a distretto dell’artigianato. Così quelle che una volta erano definite le periferie di Marcianise e che da qualche anno, invece, aggregano giovani con particolare vitalità. Anche qui diventa indispensabile una riflessione complessiva per disciplinare al meglio la fruizione del tempo libero e le funzioni sociali di alcune aree residenziali. Magari puntando alla realizzazione di una Casa della Musica in cui le associazioni e i gruppi musicali possano trovare la necessaria accoglienza e una Casa dell’Arte in cui gli artisti (attori, pittori, cantanti) possano esercitare il loro talento. L’Amministrazione comunale istituirà un fondo per sostenere i progetti ritenuti validi proposti dalle associazioni che animano la vita culturale della comunità. Non verra tralasciato alcun impegno per recuperare lo sforzo già avviato dalla passata amministrazione di centro sinistra per la definitiva acquisizione e ristrutturazione del Teatro Mugnone, del Palazzo ex AGP e dell’ex sede del Canapificio.

Aspetto  non certo secondario è quello della manutenzione e della gestione ordinaria della città: tema sul quale occorrerà concentrare il massimo dell’impegno per ripristinare la giusta ordinarietà, dopo anni di incuria, abbandono e di ingiustificabili inadempienze.

 

PIÙ MUSEI

Il centro storico è attualmente la porzione di città che più risente degli effetti della desertificazione che ha spinto il baricentro della vita sociale in altri quartieri. Ma esso non può ridursi a luogo immaginario. E men che meno lo si può abbandonare al degrado. L’impulso che si vuole imprimere per consentirne una apprezzabile valorizzazione va non solo nel segno di un inevitabile recupero, ma anche incontro ad una riformulazione della sua consueta lettura urbana. L’apertura di alcuni presidi museali in piazza Carita, in quella che l’analfabetismo talebano dei giorni nostri ha riportato alla rovinosa funzione di parcheggio per auto dopo un meticoloso intervento di riqualificazione, porterebbe sicuramente una vivificante ripresa di interesse in tutta l’area che circonda il nucleo originario dell’insediamento abitativo di Marcianise.  La realizzazione della pinacoteca barocca nella chiesa della SS. Annunziata ed il museo del Territorio, nella ex sede della AGP, costituiscono due imprescindibili presupposti su cui lavorare, così come la battaglia che affronteremo per riportare l’Università a Marcianise e per ripristinare la centralità dell’ex Monte dei Pegni nelle attività di promozione culturale. Nei depositi di alcuni musei della Campania (Napoli, Santa Maria Capua Vetere e Capua) si registra la presenza di reperti provenienti da scavi fortuiti, da ritrovamenti o da sequestri effettuati nel territorio di Marcianise. I reperti non hanno un grandissimo valore artistico, ma, contestualizzati, possono restituire alla città un dignitoso passato storico che attualmente sembra basarsi solo su fatti leggendari, spesso raccontati senza nessun reale riferimento. L’idea è quella di chiedere, ai direttori dei musei interessati, la cessione di questi reperti per formare un primo nucleo di Antiquarium o Museo Civico che potrebbe sorgere in una sala del Palazzo Monte dei Pegni. A questo primo nucleo si potrebbero aggiungere anche i molti reperti archeologici custoditi in quasi tutte le abitazioni di Marcianise, poiché gli stessi proprietari hanno più volte espresso la disponibilità di donarli a condizione di vederli esposti in una struttura presente sul nostro territorio.

 

PIÙ SPORT

Marcianise è riconosciuta come una delle primissime capitali mondiali del pugilato, grazie ai suoi campioni e alla sua tradizione sportiva. Un credito che finora è stato solo parzialmente riscosso nei confronti del mondo sportivo che conta. Ora che la città è anche sede del gruppo sportivo delle Fiamme Oro, però, occorre potenziare il patrimonio infrastrutturale a supporto della pratica sportiva. È giunto il momento di puntare decisi alla realizzazione di un Palazzo dello Sport, magari verificando la disponibilità e la compatibilità con le esigenze di adeguamento strutturale  di alcune sedi industriali dismesse che sorgono abbandonate in periferia. Così per la piscina comunale che, dopo un avvio di attività, resta colpevolmente chiusa.  E purtroppo anche il Velodromo che sarà quanto prima riconsegnato nella piena funzionalità alla città, ospitando importanti eventi ciclistici: si punta, per esso, a farlo diventare uno dei teatri sportivi principali della Universiade del 2019 in programma in Campania. Insomma, sullo sport e sul sostegno alla pratica sportiva, sia agonistica che amatoriale, l’Amministrazione comunale opererà scelte strategiche significative, nella piena consapevolezza che è anche da qui che passa il treno del progresso dell’intera comunità.

 

ALLEGATO n. 1

DAL DISCORSO TENUTO DAL PROF. GIORGIO LA PIRA AL CONVEGNO DEI SINDACI DELLE CAPITALI DI TUTTO IL MONDO (Firenze, 2 ottobre 1955)

Le città hanno una vita propria: hanno un loro proprio essere misterioso e profondo: hanno un loro volto: hanno, per così dire, una loro anima ed un loro destino: non sono cumuli occasionali di pietra: sono misteriose abitazioni di uomini e più ancora, in certo modo, misteriose abitazioni di Dio: Gloria Domini in te videbitur. Non per nulla il porto finale della navigazione storica degli uomini mostra, sulla riva dell’eternità, le strutture quadrate e le mura preziose di una città beata: della città di Dio!
La nostra disattenzione a questi valori di fondo, che danno invisibilmente ma realmente peso e destino alle cose degli uomini, ci ha fatto perdere la percezione del mistero delle città: eppure questo mistero esiste e proprio oggi – in questo punto così decisivo della storia umana – esso si manifesta con segni che appaiono sempre più marcati e che richiamano alla responsabilità di ciascuno e di tutti. Ebbene: questa epoca delle città nella quale siamo entrati coincide, per un misterioso paradosso della storia, proprio con l’epoca nella quale la contemporanea distruzione delle città essenziali può essere l’affare di pochi secondi! Non è ormai un sogno: entra nella zona delle cose possibili: nello spazio di poche ore la civiltà umana potrebbe essere radicalmente privata di Firenze e di tutte le capitali del mondo. Tutti si chiedono: – che sarebbe il mondo umano privato di questi centri essenziali, di queste fontane insurrogabili, di questi fari creatori di luce e di civiltà? Ecco il problema fondamentale dei nostri giorni: il quale ha anche una sua precisa impostazione giuridica. È il seguente. Hanno gli Stati il diritto di distruggere le città? Di uccidere queste “unità viventi” – veri microcosmi nei quali si concentrano valori essenziali della storia passata e veri centri di irradiazione di valori per la storia futura – con le quali si costituisce l’intiero tessuto della società umana, della civiltà umana? La risposta, a nostro avviso, è negativa. Le generazioni presenti non hanno il diritto di distruggere un patrimonio a loro consegnato in vista delle generazioni future! Il diritto all’esistenza che hanno le città umane è un diritto di cui siamo titolari noi delle generazioni presenti, ma più ancora quelli delle generazioni future. Un diritto il cui valore storico, sociale, politico, culturale, religioso si fa tanto più grande quanto più riemerge, nella attuale meditazione umana, il significato misterioso e profondo delle città. Ogni città è una città sul monte, è un candelabro destinato a far luce al cammino della storia. Ciascuna città e ciascuna civiltà è legata organicamente, per intimo nesso e intimo scambio, a tutte le altre città ed a tutte le altre civiltà: formano tutte insieme un unico grandioso organismo. Ciascuna per tutte e tutte per ciascuna. Storia e civiltà si trascrivono e si fissano, per così dire, quasi pietrificandosi, nelle mura, nei templi, nei palazzi, nelle case, nelle officine, nelle scuole, negli ospedali di cui la città consta. Le città restano, specie le fondamentali, arroccate sopra i valori eterni, portando con sé, lungo il corso tutto, dei secoli e delle generazioni, gli eventi storici di cui esse sono state attrici e testimoni. Restano come libri vivi della storia umana e della civiltà umana: destinati alla formazione spirituale e materiale delle generazioni venture. Restano come riserve mai esaurite di quei beni umani essenziali – da quelli di vertice, religiosi e culturali, a quelli di base, tecnici ed economici – di cui tutte le generazioni hanno imprescindibile bisogno.
La città è lo strumento in certo modo appropriato per superare tutte le possibili crisi cui la storia umana e la civiltà umana vanno sottoposte nel corso dei secoli. La crisi del nostro tempo – che è una crisi di sproporzione e di dismisura rispetto a ciò che è veramente umano – ci fornisce la prova del valore, diciamo così, terapeutico e risolutivo che in ordine ad essa la città possiede. Come è stato felicemente detto, infatti, la crisi del tempo nostro può essere definita come sradicamento della persona dal contesto organico della città. Ebbene: questa crisi non potrà essere risolta che mediante un radicamento nuovo, più profondo, più organico, della persona nella città in cui essa è nata e nella cui storia e nella cui tradizione essa è organicamente inserita. E prima di finire questo discorso sul valore delle città sul destino per la civiltà intiera e per la destinazione medesima della persona, permettete che io dia un ammirato sguardo di insieme alle città millennarie, che come gemme preziose, ornano di splendore e bellezza le terre dell’Europa e dell’Asia. Signori, ci vorrebbe qui, per parlare di esse, il linguaggio ispirato dei profeti: di Tobia, di Isaia, di Geremia, di Ezechiele, di San Giovanni Evangelista. Per ciascuna di esse è valida la definizione luminosa di Péguy: essere la città dell’uomo abbozzo e prefigurazione della città di Dio. Città arroccate attorno al tempio; irradiate dalla luce celeste che da esso deriva: città nelle quali la bellezza ha preso dimora, s’è trascritta nelle pietre: città collocate sulla montagna dei secoli e delle generazioni: destinate ancora oggi e domani a portare alla civiltà meccanica del nostro tempo e del tempo futuro una integrazione sempre più profonda ed essenziale di qualità e di valore! Ognuna di queste città non è un museo ove si accolgono le reliquie, anche preziose, del passato; è una luce ed una bellezza destinata ad illuminare le strutture essenziali della storia e della civiltà dell’avvenire. Le città non possono essere destinate alla morte: una morte, peraltro, che provocherebbe la morte della civiltà intiera.

 

ALLEGATO n. 2

DISCORSO DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA E ANTICORRUZIONE, dr. FRANCO ROBERTI (Marcianise, liceo Quercia, 22 febbraio 2016)

Carissimi amici, carissimi ragazzi. Come ricordava Antonello Velardi sono costretto a privarmi sempre più spesso della possibilità di partecipare a manifestazioni scolastiche interessanti come quella di oggi organizzata dal liceo Quercia di Marcianise. Ma oggi non potevo assolutamente mancare e sono molto grato ad Antonello per avere avuto l’idea brillante di convocarci, di organizzare quest’incontro per ricordare due figure, due uomini che non ci sono più, Vittorio e Marco De Martino: due persone, un magistrato e un giornalista, che hanno lasciato un segno profondo, non solo nelle vite dei loro cari, ma in tutte quelle di coloro che li hanno conosciuti. Dunque, marcianisani Doc, soprattutto marcianisani illustri, degni figli di questo territorio, che io considero, e non da ora, tra i più importanti, non solo della provincia di Caserta, ma di tutta la Campania. E se la Campania è la regione che esprime potenzialità straordinarie, accanto ad enormi problemi, Marcianise è uno dei territori più importanti d’Italia perché è una realtà di grande vivacità culturale, imprenditoriale e sportiva. Siamo nella culla più importante dell’arte pugilistica, come mi piace chiamarla, e sono veramente felice di avere incontrato oggi tanti ragazzi, tanti campioni, il campione del mondo Cammarelle, ma tanti altri ragazze e ragazzi impegnati in questo sport meraviglioso. “Marcianise, faro di legalità”, come questa scuola che è autentico “Faro di legalità”. (…) Quest’incontro non è un convegno, ma un incontro tra uomini e donne che hanno a cuore il bene del Paese, hanno a cuore questo territorio, il loro futuro, il futuro dei loro figli. Questo è un incontro di anime e di cultura per riconfermare, con la volontà di tutti, il nostro contributo per un paese migliore, per una Marcianise migliore, per una Campania migliore. Da qui il senso di quest’incontro, e io ne sono testimone, avendo assistito al momento in cui, parlandone con Antonello Velardi, è nata l’opportunità di organizzare la manifestazione di oggi. Siamo in una fase di grandi cambiamenti e di incalzanti sfide, ma è anche un momento di grande opportunità. (…) La Procura Distrettuale di Napoli e la Procura di Santa Maria Capua a Vetere si sono impegnate moltissimo, con pochi mezzi e affrontando difficoltà di ogni tipo, ed i risultati sono arrivati. Abbiamo assicurato alla giustizia tutti i capi della camorra, soprattutto quella casertana, la più pericolosa, la più pervasiva, la più aggressiva anche sotto il profilo patrimoniale. Abbiamo sequestrato e confiscato beni di enorme valore, tanto che ora abbiamo difficoltà a gestirli e a restituirli, come vuole la legge, alla collettività. Ma perché, nonostante i sacrifici, l’abnegazione dei magistrati, delle forze di Polizia, dei prefetti, dei questori, degli uomini e delle donne delle istituzioni, la criminalità organizzata è ancora così forte? È stata sconfitta quella che ha rappresentato l’espressione della criminalità organizzata più violenta, il clan dei Casalesi, però resta tuttora presente la minaccia di chi punta ad organizzarsi per trafficare in attività illecite, per arricchirsi illecitamente, in danno dello Stato e dei cittadini onesti. Pertanto non bisogna mai abbassare la guardia, ma occorre continuare a indagare, a presidiare, a prevenire e a reprimere. Dunque, che cosa serve ancora per completare l’opera? Bisogna contrastare un altro aspetto del  fenomeno che in questi anni ha rappresentato la vera forza della criminalità mafiosa: la corruzione. Infatti, la criminalità organizzata si è alimentata attraverso i rapporti che ha allacciato con la società civile e una serie di meccanismi corruttivi e collusivi. Se non combattiamo la corruzione, a tutti i livelli, così come abbiamo combattuto la criminalità mafiosa, non riusciremo a vincere sulle mafie. Sia ben chiaro a tutti. E’ necessario rafforzare le leggi che abbiamo: bisognerebbe introdurre strumenti più forti per contrastare, sul piano normativo e su quello organizzativo, la corruzione, con la stessa determinazione con cui negli ultimi venti anni abbiamo contrastato le mafie. Tutto questo è necessario, ma non  sufficiente, perché una volta che lo Stato ha combattuto efficacemente sul piano giudiziario, poi deve proseguire la sua opera: occupando i vuoti lasciati dal potere criminale per scongiurare il rischio che vi sia qualcun altro pronto ad occuparli. Nell’area metropolitana di Napoli si continua a sparare e ad uccidere per il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni. Ciò accade perché si è lasciato aperto un vuoto di potere criminale che oggi le giovani bande di gangster puntano a far proprie per impossessarsi di quelle piccole zone di potere, di controllo criminale, che consentono di arricchirsi alle spalle dei cittadini onesti. Occorrerebbe intervenire, fornendo più opportunità ai giovani, togliendoli dalla strada e offrire loro alternative di vita. In Campania registriamo un altissimo indice di evasione scolastica, ma come si fa a non impegnarsi per contrastarla? Come si fa a non realizzare una, cento, mille palestre come quella del Liceo Federico Quercia di Marcianise? Mi chiedo: possibile che questo modello non possa e non debba essere esportato anche in altre scuole? Certo, con un rilevante sforzo economico, ma sono risorse ben spese quelle destinate allo sport. Questo significa occupare gli spazi e sottrarli alla disponibilità della camorra. Scuola, palestre, strutture sociali, cultura, cinema, teatro, sale da ballo e tutto quello che attira e distoglie i giovani. (…) La mancata attuazione dei principi della Costituzione, quelli contemplati nella prima parte, è il più grande regalo che lo Stato italiano possa fare alle mafie. Mi riferisco ai principi di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e della pari dignità sociale. (…) Ma chi deve assicurare la pari dignità sociale? La Repubblica, lo Stato, tutti quanti noi, ciascuno deve fare la propria parte per garantire le condizioni di dignità. E collegata alle condizioni di dignità è la condizione del lavoro. Il lavoro, è scritto nell’articolo 4 della Costituzione, è un diritto ed è un dovere: tutti i cittadini hanno diritto al lavoro perché sia consentito, ad ognuno, di affrontare una vita dignitosa. Questi principi: uguaglianza, dignità, lavoro, cultura, salute, giustizia sono i principi che fondano la nostra democrazia, la cui attuazione è il migliore strumento contro le mafie, perché le mafie sfruttano le disuguaglianze sociali. Le mafie sfruttano le disuguaglianze per fare affari con chi è senza scrupoli, quelli che hanno devastato il nostro territorio, riversandovi rifiuti di ogni genere. Le mafie hanno offerto un servizio ai produttori illegali di rifiuti, quelli che volevano smaltire illegalmente per potere profittare, e sfruttando le disuguaglianze hanno reclutato e reclutano i più deboli, gli emarginati, i rassegnati, i disoccupati, i disperati. Ridurre le disuguaglianze che sono invece crescenti dovrebbe essere l’obiettivo primario dell’azione di ogni governo. Io mi auguro che lo sia finalmente, ce lo dobbiamo augurare tutti, altrimenti è un disastro: ridurre le disuguaglianze, affermare la dignità, affermare il valore, se volete, anche della cooperazione internazionale. Osservate ciò che sta accadendo con la faccenda degli emigranti? Vedete a cosa stiamo andando incontro con questo fenomeno terribile di centinaia di migliaia, forse di milioni di uomini, donne e bambini, che bussano alle nostre porte? L’Europa alza i muri, come ha detto il Papa, invece di costruire ponti. (…). Non ci sarà mai un vero sviluppo nel nostro paese se non assicureremo le condizioni di giustizia e di sicurezza, soprattutto nel Mezzogiorno, perché nessuno verrà ad investire seriamente nel nostro paese se non garantiremo sicurezza, la tutela dei diritti, la giustizia penale. Ecco, tutto questo è precondizione per lo sviluppo. Ma per assicurarlo bisogna impegnare risorse e realizzare le riforme normative. (…) Ed  allora spingiamo tutti perché queste riforme vengano fatte, perché Governo e Parlamento impegnino più risorse per giustizia e sicurezza. Questo è il momento della sfida. Quando mi si chiede: “Ma lo Stato potrà mai vincere contro la camorra?”, io rispondo sempre: “Sì, se lo vuole. Se lo Stato lo vuole…”. Gli investimenti sono necessari per rilanciare la giustizia, la sicurezza, il sistema penitenziario, che ha e deve avere, come recita la Costituzione, una  funzione rieducativa, non solo punitiva. Ancora troppe volte il carcere è palestra di delinquenza piuttosto che luogo di rieducazione e di riscatto. Io credo che dobbiamo tutti concorrere a smentire ciò che di male si ripete su Napoli e sulla sua area metropolitana, di cui fa parte anche questo territorio. E’ vero, c’è la camorra, ci sono tante cose che non vanno, però siamo anche un faro di cultura, siamo anche la patria di Vico, di Croce, di tante bellezze naturali ed artistiche, e prima o poi il bene prevarrà sul male”. C’è invece chi attaccq: “Napoli è piena di contraddizioni, è vero che ci stanno tante cose belle, però ci stanno tante cose brutte e non ci sta niente da fare per risolverle”.  Da un lato emerge una posizione auto-assolutoria, dall’altro una considerazione consolatoria. Ma da questo immobilismo si esce con uno scatto di dignità, con la volontà di farla finita con le mafie, con coloro che, all’esterno delle organizzazioni criminali, ne alimentano la forza facendo affari con esse. Dunque, occorre spezzare queste relazioni. Occorre inaridire le organizzazioni stroncando i rapporti intessuti dalla società civile con le organizzazioni mafiose. Si può fare, si deve fare, così lo Stato prima o poi vincerà sulle mafie.

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